Intervista a Edoardo Affini

Abito in un bellissimo posto il Garda Trentino. Vado in bici per lavoro e adoro la bicicletta a 360 gradi. Mi definisco un patito di ciclismo che va dalla bici ai singoli ciclisti alle varie gare durante la stagione. Nel mio blog ho una sezione intervista ai ciclisti e oggi ho intervistato Edoardo Affini ciclista professionista che corre per il team Mitchelton-Scott. Edoardo è di Mantova ed è professionista dal 2019

Ciao Edoardo grazie per la tua disponibilità.

Eccoti alcune domande.

-Ciao Edoardo Affini mi racconti come hai iniziato ad andare in bici.

Ho iniziato a 6 anni. Mio nonno Giulio e mio papà Roberto hanno corso fino al dilettantismo e quindi si può dire che è una passione di famiglia. Un giorno ho visto una gara nel mio paese e ho voluto provare anche io a correre in bici.

-Le tappe della tua carriera di ciclista professionista.

Lo scorso anno son passato prof ed è stata una grande soddisfazione riuscirci. Poi sicuramente è stato molto emozionante poter prendere parte subito a corse molto importanti come la Milano Sanremo, Fiandre e Roubaix che fanno parte della storia del nostro sport. È stato un anno ricco di soddisfazioni perché son riuscito ad inserirmi abbastanza bene subito oltre che a vincere 3 corse (una tappa al giro di Norvegia, una crono al tour of Britain e la cronosquadre delle Hammer Series in Limburgo) e fare buoni piazzamenti come il terzo europeo a cronometro. Credo che anche la partecipazione al mondiale in Yorkshire sia stata molto importante per la mia crescita.

– Il 2014 è stato il tuo anno…campione europeo in linea Juniores, raccontami quella giornata.

Venivo da una prova a cronometro poco soddisfacente qualche giorno prima, il morale non era dei migliori, ma sapevo di essermi preparato bene. Pronti via e mi ritrovo in fuga con altri 3 corridori e andiamo di comune accordo per gran parte della gara prima di essere ripresi a 3 giri dalla fine. Pensavo la mia gara fosse finita lì, ma poi nel finale sono riuscito ad infilarmi ancora in un allungo insieme ad altri 3 ragazzi e sono poi riuscito a batterli con una volata molto lunga. È stata decisamente una grande soddisfazione!

– Nel 2018 sei stato campione europeo a cronometro nella gara riservata agli Under 23. Raccontami quella giornata.

Quel periodo del 2018 è stato senza dubbio molto soddisfacente. In circa 2 settimane ho vinto italiano su strada, giochi del mediterraneo a crono e italiani a crono e puntavo deciso a fare molto bene anche agli europei a crono. Era un percorso lineare “avanti e indietro” da fare 2 volte con un po’ di saliscendi e mi sentivo veramente bene, appena partito ho capito che avevo le gambe che giravano nel verso giusto, quindi ho pensato solo a spingere a tutta dosando ovviamente le mie energie durante la prova.

– Adoro le cronometro Edoardo Affini. Mi spieghi come ti prepari per una crono che allenamenti fai e quanto sono importanti i materiali in questa disciplina.

Prima di tutto bisogna usare abbastanza spesso la bici da crono, per abituarsi a tenere la posizione aerodinamica e allenare i muscoli a spingere in quella posizione “estrema”. Di solito in una settimana tipo esco 2 volte con la bici da crono per fare lavori che possono variare in base al periodo, alla mia condizione e agli obiettivi. Direi che lavori di forza e soglia sono quelli che forse eseguo di più, poi ovviamente sono molto importanti anche lavori magari più brevi ma più intensi, i fuori soglia appunto. Le tecnologie hanno fatto passi da gigante e anche nel ciclismo i materiali sono molto importanti, si fanno molti test per capire quali utilizzare dai tubolari ai manubri alle ruote, si lavora molto sulla posizione anche utilizzando la galleria del vento per trovare appunto la posizione più efficiente.

-La gara che porti nel cuore e perché?

La Parigi Roubaix. L’ho fatta da Junior e mi ha colpito subito. L’ho rifatta da under 23 e ho avuto la possibilità di farla subito lo scorso anno nella massima categoria. È bestiale, ti logora piano piano e tutto in un colpo ti ritrovi a pagare il conto. Le pietre sono massacranti, quando ci vai sopra sembra che si stia spezzando la bici. Probabilmente è questa sua brutalità che la rende così intrigante.

– Come ti alleni in questo periodo così particolare. Rulli e altri allenamenti specifici a secco?

Sì in questo momento sto mantenendo il mio fisico attivo con delle sedute sui rulli, magari spezzate tipo un’ora al mattino e una al pomeriggio o qualcosa di simile. Insieme ai rulli faccio un po’ di palestra con qualche attrezzo che ho qua a casa.

-Sei mantovano mi sai dire una bel percorso da fare in zona e perché.

Qua nel mantovano, specialmente nella mia zona, ci sono principalmente percorsi pianeggianti nelle grandi campagne che abbiamo… un percorso che faccio davvero spessissimo sono gli argini del fiume Po, dove si può anche stare più rilassati visto che non c’è molto traffico. Un bel percorso ciclo turistico è offerto dalla lunga ciclabile che collega Mantova a Peschiera del Garda seguendo il percorso del fiume Mincio. Poi abbiamo le colline moreniche dell’alto Mantovano dove si può fare un po’ di su e giù molto allenante.

-Che rapporto hai, Edoardo Affini, con i social e con i tuoi tifosi

Io fondamentalmente non sarei una persona molto Social, ma mi rendo conto e capisco quanto siano importanti gli strumenti di comunicazione odierni, soprattutto per dare visibilità a noi stessi e agli sponsor E per interagire con tutti i fans che ci seguono con i quali credo di avere un buon rapporto, cercando di essere il più disponibile possibile

Che dirti grazie di cuore Edoardo Affini di questa intervista e buona stagione

Grazie di cuore Malfatti Michele

Last modified: Settembre 25, 2020