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Cave di oolite di Massone di Arco

Il giro che vi propongo oggi è una bellissima escursione alle cave di oolite di Massone di Arco. Una bella passeggiata adatta a tutti anche ai bambini ma non ai passeggini. Ideale per fare un tuffo nella storia.

Dove si trova?

L’itinerario si trova nel Garda Trentino. Il punto di partenza e di arrivo è la località Moletta che si trova tra la città di Arco e la cittadina di Dro percorrendo la strada principale. Arrivando da Arco si trova l’unico semaforo dove si svolta a sinistra, invece arrivando da Dro si trova l’unico semaforo e si svolta a destra. Lungo la stretta stradina a sinistra si trova un parcheggio gratuito dove lasciare la macchina.

Itinerario

Parcheggio la macchina quindi prendo lo zaino e controllo di avere tutto per la camminata. Controllo di avere un cambio e la thermos del tea caldo, di avere il kit del pronto soccorso, ovviamente il GPS e la GoPro. Chiudo la macchina e accendo il GPS. Vado verso il semaforo, attendo la luce verde quindi attraverso la strada e giro subito a sinistra.

Cammino sulla strada fino ad arrivare ad un bivio dove giro a sinistra. Seguo le indicazioni per Falesia Policromuro. Un breve salita quindi un tratto pianeggiante e sono immerso tra gli ulivi. Noto il cartello che conduce alla Chiesetta di San Martino. Evito la svolta e proseguo diritto. A destra e a sinistra della strada trovo solo piante di ulivi, che spettacolo.

Affronto una breve salita e mi trovo in una bellissima valletta. La strada è pianeggiante e ben asfaltata. Cammino e a sinistra noto la falesia di Massone, una delle falesie più famose d’Italia. Mi sono informato e ci sono oltre 150 vie di ogni difficoltà e di ogni inclinazione. Ci sono vie semplici e vie con strapiombi estremi. La falesia è conosciuta ai più come Policromuro nome dato alla falesia da Giovanni Groaz e Palma Baldo, primi a scoprirne le potenzialità nella prima metà degli anni ’80.

E’ il 9 Gennaio 2019 e ci sono diversi arrampicatori lungo la parete e questo è possibile grazie al microclima mediterraneo tipico della zona e all’ottima esposizione al sole dal mattino fino al primo pomeriggio. Vivo in un bellissimo posto!!!

Cammino immerso negli ulivi ben curati fino alla prima curva a destra dove io vado diritto direzione cave di oolite di Massone di Arco. Sulla strada trovo una bacheca che mi racconta del “bosco Caproni” e meta della camminata. Cammino su fondo sterrato, una bellissima mulattiera utilizzata dai contadini che scendevano dalla montagna con carri a due ruote carichi di fieno o di legno. Con attenzione si trovano ancora i segni delle ruote.

Proseguo lungo la stretta valletta e su di un tornante a sinistra trovo la prima falesia chiamata Abissi. Mi fermo per guardare la bacheca e la foto con le diverse vie e difficoltà, non fa per me!!! Riprendo la camminata e alla mia destra trovo ulivi e sul fianco della roccia in una nicchia c’è una madonnina, che bello.

Le cave

Ulivi e ancora ulivi fino ad un tornante dove alzo lo sguardo e vedo scendere dalla roccia alcune corde, sono alle cave. Arrivo ad un bivio dove tengo a sinistra. Sono alle cave di pietra oolite  scavate nel dossi di Vastrè. La pietra estratta, detta “pietra statuaria”, veniva utilizzata soprattutto per portali, fontana e statue dato che è facilmente lavorabile.

Con la pietra estratta dalle cave sono state realizzate statue che ornano il ponte Taro a Parma, la fontana di Piazza Duomo a Trento, le statue che ornano il Prato della Valle di Padova, alcune statue che si trovano nella Collegiata di Arco e la statua del Mosè che si trova nella piazza di Arco.

Davanti alla cava trovo un cartello che indica il percorso esterno per il bosco Caproni. Io entro nelle cave e affrontare il percorso al suo interno. La location è davvero molto suggestiva e direi unica. I piani di estrazione sono inclinati di circa 30° verso ovest e nel mezzo si trovano delle colonne di roccia che servivano per non far crollare il tetto. Mi fermo a guardare la roccia e vedo i segni degli scalpellini.

Dal soffitto pendono corte e ci sono rinvii nella roccia e chiodi. Le cave sono una zona dove ci sono vie di arrampicata assai famose e difficili. Strano oggi non c’è nessuno che sale. Quando trovo qualcuno che arrampica mi fermo per ammirare il gesto atletico e la forza che hanno.

Esco dalla cava e m’immetto sul sentiero che la costeggia e prosegue verso il bosco Caproni. Trovo una bacheca con informazioni utili sulla cava e sulla geologia. Salgo alcuni gradini di legno e guardando verso sud rimango a bocca aperta per il panorama. Sono proprio davanti a dove sfocia il fiume Sarca al Linfano la zona tra il Monte Brione e Torbole sul Garda. Scatto una foto e proseguo la camminata.

Il sentierino è pianeggiante e ben curato. Lungo il percorso trovo una bacheca dove vengo a conoscenza che sono in un bosco di lecci e che i muretti a secco che ci sono alla mia sinistra servivano per sostenere il terreno soprastante (fratte) che veniva coltivato. Continuo sul percorso principale direzione nord.

Mi fermo per controllare i dati sul GPS e per scattare alcune foto al luogo. Conosco bene questo percorso ma ogni volta che ci ritorno, spesso, sono sempre emozionato e trovo sempre qualche scorcio nuovo per scattare una foto. Lungo il tragitto trovo l’ennesima bacheca che mi spiega i diversi fiori e animali che ci sono nel bosco.

Seguo i segnavia Sat e come d’incanto mi trovo alla mia sinistra l’ingresso delle “cave alte”. Mi trovo sulla sommità del dosso di Patone. Mi sono documentato e ho scoperto che la roccia estratta veniva utilizzata per la produzione di tubi per acquedotto. Entro nella cava e come per la prima rimango sempre sbalordito dall’immensità e dal lavoro fatto.

Cammino e mi sembra di sentire il rumore degli scalpelli sulla roccia e le chiacchiere tra gli operai. Ritorno alla realtà, scatto alcune foto e quindi mi fermo su di una panchina di legno realizzata con rocce e gabbia di ferro. Esco dalla cava e sono alle ex case Caproni dove già sono arrivato con l’itinerario al “bosco Caproni” e alle trincee militari.

Arrivato alle case Caproni proseguo e a sinistra noto delle scaletta salgo e arrivo ad un primo pianoro dove trovo delle panchine, salgo ancora delle scalette e mi trovo uno slargo sempre con delle panchine e una bellissima vista verso nord, quindi sull’abitato di Dro e sulle “marocche”.

Per rientrare al punto di partenza ho diverse possibilità:

 

Last modified: Settembre 13, 2019