|

Via Crucis di Laghel

Adoro la mia città, Arco. Spesso mi ritrovo a camminare per il centro e rimango sempre sbalordito per la bellezza. Oggi vi porto alla scoperta di una cosa molto particolare e assai carina. Come sempre è una bella camminata adatta a tutti. Vi porto alla scoperta della Via Crucis di Laghel. 

Itinerario: 

Parto dalla piazza III Novembre in pieno centro cittadino di Arco. Con la chiesa collegiata alle mie spalle prendo via Vergolano alla mia sinistra. Cammino tra antiche case ben curate. Lungo la via conto i vari negozi di abbigliamento sportivo che ci sono e come aprono e chiudono i negozi in poco tempo. Faccio caso a questo perché passo poche volte per il centro cittadino. 

Arrivo alla fine della stretta via e giro subito a destra.  Sono in via San Bernardino e nel rione storico di Stranfora. Proseguo fino ad un bivio dove svolto a sinistra. Ora sono in via Stranfora. Adoro questo rione per le vie molto strette e per la vista che si ha sul castello di Arco. 

Arrivo ad una piccola piazzetta dove trovo un bellissimo lavatoio. Ora è poco utilizzato ma per anni ha fatto il suo lavoro. Proseguo quindi giro a sinistra e passo attraverso la porta di Stranfora.  Esco e mi trovo in via Fossa Grande. Alla mia sinistra trovo l’entrata dell’Arboreto di Arco, una location che adoro. Proseguo sulla strada principale e seguo i cartelli per Laghel. In cima alla strada a sinistra trovo il primo capitello della Via Crucis.

Un po’ di storia della Via Crucis

La Via Crucis venne ideata verso le fine del XIX secolo e nella valletta di Laghel verso la Madonna di Laghel. Il progetto venne fatto dall‘ingegnere Angelo de Nardi che realizzò il progetto dei 13 capitelli che partivano dalla Villa Rosa fino al santuario Madonna di Laghel. I rilievi delle 13 stazioni vennero realizzate dallo scultore gardenese Giuseppe Moroder-Lusenberg. I rilievi sono realizzate in legno e dipinte da Moroder, tranne il corpo di Cristo a grandezza naturale per l’ultima stazione la quattordicesima che si trova nell’atrio della chiesa di Laghel. Il prezzo pattuito fu di 700 fiorini e l’installazione fu collocata il giorno di San Giuseppe del 1896

Ritorniamo all’itinerario.

Sono alla prima stazione, inizia qui la mia camminata verso Laghel. Scatto una foto e quindi nel fare una foto da vicino alla faccia di Cristo mi scappa l’occhio in basso a destra e trovo la firma dello scultore, Giuseppe Moroder Gardena. Tengo a sinistra e salgo camminando su fondo lastricato a porfido. Lungo la strada immersa tra gli ulivi incontro le altre stazioni e sono tutte sul lato sinistro. Mi piace l’idea di trovare vicino ad alcune stazioni delle panchine, prima per riposare e poi per il panorama. Mi fermo su di una da dove ho una spettacolare vista sulla rupe dove si trova il castello. Camminare tra gli ulivi è davvero bello soprattutto per l’olio che si ricava e il Garda Trentino è famoso per la produzione di olio.

Mi fermo a guardare i rilievi fatti dallo scultore gardenese Moroder e rimango stupefatto dalla maestria nell’intagliare il legno di cirmolo. Ammiro soprattutto i dettagli e come sono state colorate, sono dei veri artisti e la val Gardena è il regno della scultura in legno.

Arrivo lungo il viale che conduce alla chiesa trovo la penultima stazione e prima di entrante nell’atrio trovo a destra nella piccola piazzetta una fontana e i cartelli che indicano il sentiero per la croce dei Colodri.  Entro nel santuario Madonna di Laghel e davanti ai miei occhi dietro una grata trovo la scultura del corpo di Cristo a grandezza naturale. Bello a dir poco anzi direi emozionante. Mi fermo in silenzio a guardare l’opera. Mi giro e dietro una piccola grata scatto una foto alla navata della chiesa che purtroppo è chiusa.

E’ ora di rientrare a casa. Scendo lungo il percorso fatto all’andata.

 

Last modified: Marzo 14, 2019