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Croce dei colodri di Arco

La meta della giornata è la croce che si trova sul Monte Colodri famoso per le innumerevoli vie d’arrampicata e per la ferrata che prende l’omonimo nome. Durante il giorno la si può intravvedere dietro il castello verso Nord mentre durante la notte è illuminata.

Descrizione

Oggi è una giornata molto fredda ma il cielo è limpido quindi decido di andare a fare una bella camminata vicino a casa per scattare alcune foto e per ammirare il panorama della mia “busa” dall’alto. 

Arrivato ad Arco dove nel centro cittadino seguo le indicazioni per Laghel. Salgo e costeggio le vecchie mura della cittadina quindi passo davanti l’ingresso dell’arboreto di Arco o anche detto parco dell’Arciduca. Proseguo lungo via Calvario e arrivo ad un bivio dove trovo un piccolo parcheggio.  Prendo la strada a sinistra e seguo le indicazioni per la chiesetta di Santa Maria di Laghel. Cammino su una strada lastricata con il porfido circondata da ulivi secolari e sul lato sinistro si trovano le stazioni della Via Crucis realizzate dallo scultore gardenese Giuseppe Moroder Lusenberg.

Si sale

Lungo la salita noto sul lato sinistro della strada una bacheca con una cartina e una foto che riporta le vie d’arrampicata della Falesia Calvario. Mi fermo e tra gli ulivi intravvedo la parete e vista la giornata di sole alcuni climbers. Proseguo e trovo le prime case di Laghel e infondo alla strada la chiesetta costruita nel 1.700 in stile barocco.

Mi fermo sulla panchina a lato della piccola fontana e alle mie spalle trovo una bacheca con una carta geologica della zona. Guardo la cartina e trovo alcuni punti d’interesse geologico che si trovano lungo il sentiero che sale verso la croce. 

Geologia di Arco

Prendo il sentiero Sat 431 direzione Cima Colodri. Lascio l’asfalto e inizio finalmente a camminare su fondo sterrato. Salgo e dopo aver affrontato il primo tornante trovo tre croci di legno molto grandi quindi un cartello che mi avverto che sono sul percorso dei Lecci, curato e sistemato dal gruppo scout Agesci di Arco. 

Salgo tra rocce e campi solcati, un classico esempio di carsismo. Cammino seguendo i segnavia Sat (rosso e bianco) colorati o sui massi o sui tronchi delle piante. 

Salendo….

Mi mantengo sempre sul sentiero principale e mi fermo spesso per scattare alcune foto. Mi soffermo soprattutto su un bellissimo affioramento di Rosso Ammonitico per scrutare con calma la roccia alla ricerca di qualche fossile in questo caso una ammonite. Noto alcune rocce molto lisce e penso al lavoro svolto dal ghiacciaio…..

Rosso Ammonitico

Arrivo ad un bivio dove tengo la destra, quindi scendo per poi salire una roccia.  Pochi passi e davanti ai miei occhi la croce dei Colodri. Cammino ora su rocce erose, detti campi solcati. 

Campi solcati

Mi fermo a firmare il libro che si trova custodito in una cassetta delle lettere. 

Ecco la croce 

Mi siedo davanti alla croce e ammiro il panorama che ho davanti ai miei occhi. Mi sembra di avere un quadro ma non dipinto sulla tela ma un quadro a cielo aperto….che spettacolo. Alla mia sinistra ho il castello, mentre, a destra, l’olivaia sullo sfondo, alla mia destra guardando il lago,  Riva del Garda,mentre a sinistra Nago e Torbole e come sfondo il lago di Garda.

Guardo l’orologio ed è ora di rientrare…..il percorso al ritorno è uguale al percorso fatto all’andata per raggiungere questo luogo così magico….

Croce dei Colodri

Panorama dalla croce dei Colodri

Panorama dalla croce

Last modified: Settembre 18, 2019