Intervista a Nicola Conci

Abito in un bellissimo posto il Garda Trentino. Vado in bici per lavoro e adoro la bicicletta a 360 gradi. Mi definisco un patito di ciclismo che va dalla bici ai singoli ciclisti alle varie gare durante la stagione. Oggi ho intervistato Nicola Conci, ciclista professionista che corre per la Trek-Segafredo ed è Trentino come il sottoscritto e come Daniel Oss e Cesare Benedetti e Matteo Trentin e Gianni Moscon.

Ciao Nicola Conci, grazie per la tua disponibilità.
Eccoti alcune domande.

-Mi racconti come hai iniziato ad andare in bici.

La bicicletta è sempre stata una delle più grandi passioni di mio papà, così dopo avermi fatto provare tantissimi sport tra i quali sci da discesa, calcio, hockey ecc, mi ha infine chiesto se avessi volga di fare un giro in bici con lui. Ho ovviamente risposto di si come è abbastanza normale che faccia un bambino di 11 anni di fronte a un qualcosa di nuovo, così mio Papà mi ha vestito con i suoi indumenti più piccoli, mi ha dato la bici di mia Sorella e siamo usciti in bici insieme.

-Nicola quali sono le tappe della tua carriera di ciclista professionista.

Dopo numerose vittorie nelle categorie giovanili sono approdato tra i dilettanti con una maglia importante, quella della Zalf Euromobil Désirée Fior. Al primo anno ho fatto un po’ di fatica perché con la maturità del Liceo Scientifico non riuscivo ad allenarmi come avrei voluto, ma al secondo anno ho raccolto dei bei risultati nelle corse importanti nonostante qualche infortunio. Quei risultati sono piaciuti all’allora nuovo gruppo Kometa e Ivan Basso che inizialmente mi volevano appunto inserire nella squadra Continental ma poi hanno optato per farmi passare direttamente in prima squadra World Tour nel 2018. Ad oggi ho corso molte classiche tra cui Freccia Vallone, Liegi, Lombardia e due grandi Giri: Vuelta (che non ho completato volutamente in quanto ancora al primo anno professionista) e Giro d’Italia.

-La gara che porti nel cuore e perché?

Sicuramente la corsa che ancora oggi ricordo con più piacere è la Coppa d’Oro 2013. Amo ricordare quel giorno non tanto perché era la corsa più importante dell’anno, ma perchè si correva sulla strade di Casa, quindi all’arrivo tanti mi aspettavano a braccia alzate tra cui la mia famiglia. E’ stato veramente un giorno magico che non scorderò mai.

-Nicola sei di Pergine Valsugana una valle dove ci sono altri professionisti come Oss e Trentin. Hai qualche percorso da consigliarmi da fare in bici da corsa nelle tue zone?

La Valsugana penso sia una delle più belle valli per la bici da corsa. Certo, sarò di parte, ma ci sono una miriade di salite e il traffico è veramente quasi inesistente confronto ad altre Valli del Trentino che godono di maggiore visibilità. Le salite che amo di più sono: Vetriolo da Vignola che i più appassionati ricorderanno perché fu affrontata nel 1990 nel famoso Giro in cui Bugno indossò la maglia Rosa dal primo all’ultimo giorno, la Val dei Mocheni da Fierozzo che è semplicemente stupenda in quanto risale tutta la “Valle Incantata” e il Menador che consiglio solo a chi ha qualche centinaio di chilometri nelle gambe perchè è proprio una salita tosta. Queste tre salite sono un po’ un ‘must’ della Valsugana, ma anche una semplice pedalata sui laghi di Levico e Caldonazzo può rivelarsi un’uscita veramente piacevole.

-Che rapporto hai con i social e con i tuoi tifosi?

Ammetto di non essere molto attivo sui Social Networks, a volte preferirei che non ci fosse cosi tanta tecnologia perchè mi rendo conto che spendiamo troppo tempo a guardare gli schermi e ci dimentichiamo del Paradiso in cui viviamo. I social però stanno diventando parte della società moderna e anche nel mio lavoro cominciano ad avere un certo peso. In futuro mi impegnerò di più ad aggiornare i miei “followers”.

-E’ scoppiato il caso del Corona Virus, come vivi questa cosa? Come ti alleni in questo periodo.

Fin dall’inizio mi sono reso conto della gravità della situazione. Avevo ben chiaro che se non ci fossimo mossi come ha fatto la Cina qualche settimana prima di noi, ben presto le strutture ospedaliere nazionali sarebbero collassate rischiando di creare una situazione ben peggiore di quella che viviamo oggi. E’ per questo che dobbiamo capire di essere davanti ad un momento che segnerà la nostra storia e va oltre tutto ciò che è “intrattenimento”, tra cui lo Sport. E’ giusto che anche lo Sport si sia fermato per fare in modo che si possa passare questa situazione nel miglior modo possibile. Io intanto mi alleno da casa e qui devo in realtà ringraziare la tecnologia: utilizzo SWIFT (un simulatore virtuale di ciclismo) sui rulli e devo dire che fino ad ora lo trovo quasi piacevole, certo non vedo l’ora di tornare ad assaporare le uscite all’aperto nel nostro Stupendo Trentino.

Che dirti grazie di cuore Nicola Conci di questa intervista e buona stagione.

Ecco la mia intervista a Nicola Conci, qui sotto i suoi social

Twitter: nikconci

Instagram: nikconci

 

Last modified: Marzo 31, 2020