Intervista ad Andrea Pasqualon

Abito in un bellissimo posto il Garda Trentino. Vado in bici per lavoro e adoro la bicicletta a 360 gradi. Mi definisco un patito di ciclismo che va dalla bici ai singoli ciclisti alle varie gare durante la stagione. Oggi ho intervistato Andrea Pasqualon ciclista professionista che corre per il team Circus-Wanty Gobert. Andrea è di Enego un paesino dell’Altopiano dei sette comuni è professionista dal 2011.

Ciao Andrea Pasqualon grazie per la tua disponibilità.

Eccoti alcune domande.

-Mi racconti come hai iniziato ad andare in bici.

Ho iniziato per scherzo, scherzano con un mio zio un corridore degli anni ’70 ’80. Non è mai diventato professionista ma era un buon dilettante. Io facevo sci da discesa e mi allenavo d’estate in bici. Il mio sport però era lo sci alpino. Così per scherzo mio zio mi ha detto che lo sci alpino non era uno sport di fatica e quindi mi ha detto se volevo fare qualche gara in bici. Così per scherzo ho iniziato ad andare in bici. La usavo da piccolo per mantenere la forma per lo sci alpino. Non avrei mai detto di diventare un ciclista professionista.

-Le tappe della tua carriera di ciclista professionista.

Sono passato professionista nel 2011. Nel 2010 ero dilettante alla Zalf e la Lampre mi voleva prendere come stagista. Ho fatto la Coppa Bernocchi con loro e mi hanno notato. Ho fatto una bella gara e difatti sono arrivato nel primo gruppo di 20-25 corridori e avevo tirato la volata a Danilo Hondo. In quell’anno c’era la regola che potevano passare solo 5 neo professionisti io ero il sesto e i 5 avevano già firmato. Non avendo avuto la possibilità di firmare in Lampre mi è nata un’altra opportunità colta al volo, firmando con i Reverberi perché non volevo fare un altro anno dilettante e anche perché mi sentivo pronto per fare il grande salto dopo aver vinto quell’anno 8 gare tra cui 4 internazionali. Ho fatto 2 anni con CSF Colnago poi diventata Bardiani e ho firmato altro anno. Sono ritornato indietro e sono tornato dilettante e sono stato con la squadra Italiana Area zero e poi altro anno Continental in Svizzera con la Roth Skoda che poi è diventata professional. Durante il giro d’Austria il direttore sportivo principale di Wanty mi ha notato perché andavo davvero forte. Ero in maglia di leader. Da lì ho avuto il contatto con la squadra. Ho firmato il contratto prima di 1 anno e quindi ho firmato l’anno successivo per 2 anni e ora sono 4 stagioni che sono con loro.

-La gara che porti nel cuore e perché?

La gara che porto nel cuore e che ho vinto è il trofeo Piva Colle San Martino una grande classica italiana per dilettanti l’ho vinta al 4 anno under 23 con la Zalf. La porto nel cuore perché la vedevo come un mondiale ed è il mondiale di primavera dei dilettati come la Liberazione e il Recioto. Per noi veneti la vera gara è il trofeo Piva tra cui ho vinto davanti ad un campione Michael Matthews. La gara da professionista che vorrei vincere è il giro delle fiandre. La più bella classica momento in assoluto sarà per il pubblico perché si trova in Belgio e anche la mia squadra è Belga. Ho scoperto con loro un ciclismo che non avrei mai immaginato rimanendo in Italia.

– Come ti alleni in questo periodo così particolare. Rulli sicuramente ti ho visto su Instagram e altri allenamenti specifici a secco?

Mi alleno soprattutto su rulli e allenamenti a secco un po’ di pesi. Cerco di fare quello che posso. Le palestre non sono aperte. Lavoro a corpo libero e lavori specifici sui rulli per avere una discreta forma. Importante di salvaguardare il peso e di mantenere un po’ di massa muscolare. Poi avremo del tempo per allenarci bene prima del rientro alle gare, sperando che si rientra.

-Sei di Enego, raccontami un po’ del tuo paese.

Sono nato a Bassano del Grappa ma sono originario di Enego un paesino dell’altopiano dei 7 comuni. Sono distante 30 km da Bassano del Grappa, un paesino di montagna. I miei gestiscono un ristorante a 1300 metri e sono proprio un vero montanaro.

-Mi consigli un percorso da fare nelle tue zone?

Un percorso che vi consiglio è una bella salita che si chiama Barricata. Si parte da Selva di Grigno in Valsugana e si arriva nella piana di Marcesina. E’ un percorso spettacolare. In questo momento la strada è chiusa causa tempesta Vaia di circa 1 anno e mezzo fa. Una bella salita da fare per i cicloturisti. Salita dove sei immerso nella natura bellissima e arrivi in una piana spettacolare.

-Che rapporto hai con i social e con i tuoi tifosi.

Non ero tanto social perché sono uno di quei corridori al vecchio stampo. Sono nato senza cellulare, senza compiuterino e cardo e senza tanta tecnologia. Adesso è diventato un bene e anche un male. Un bene perché riesci a trasmettere quello che stai facendo. Ottima idea e dai modo alle aziende che ti sponsorizzano di avere una grande visibilità. Ho un Fans club creato da amici di Enego, lo trovi su Facebook. Il coordinatore è Armando Guzzo che pubblica in tempo reale quello che sto facendo durante l’anno. Si possono iscrivere sulla Pagina Facebook Andrea Pasqualon Fans Club, il così detto Falco di Enego.

Che dirti Andrea Pasqualon, grazie di cuore di questa intervista e buona stagione

Grazie di cuore Malfatti Michele

Last modified: Settembre 21, 2020